Rodolfo Santandrea

Rodolfo Santandrea, bass-barytone.

Nasce a Faenza, ultimo allievo di V. Matteucci, come voce bianca, si specializza sotto la guida del M° L.Ceroni che lo vuole parte della sua orchestra, come cantante chitarrista di professione, non appena sedicenne; l’organista M. B. Brusa gli fornisce le basi dell’ armonia.
Del 1978 sono le sue prime composizioni e le sue prime esperienze internazionali; Viene inviato dal proprio Istituto a Parigi dove avvicina i linguaggi della contemporaneità presso il forum de “Les halles” ed il Centro Pompidou, fucina dell’avanguardia artistica.
Entra alla scuola del compositore A. Varotti, si diploma al Magistero dell’Istituto “G. Ballardini” e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti in Bologna. Viaggia in Jugoslavia, in Austria ed in Germania, si trasferisce a vivere a Pisa dove fonda la sua prima scuola. In seguito fa il primo tour in Sicilia e viaggia ancora: a Londra, nell’Inghilterra del Nord ed in Grecia; Entra nella Scuola Romana e si trasferisce a Roma.

Dopo questa prima serie di esperienze viene notato dal talent scout G. Ravera, partecipa al concorso “Voci Nuove di Castrocaro Terme” e firma un contratto come autore esclusivo per RCA/Fonit-Cetra.
In conseguenza realizza come giovane produttore il Q Disc d’esordio, l’album “Santandrea” e debutta in Rai.
E’ presente alla Vela d’Argento di Riva del Garda e partecipa al Festival di San Remo, presentando il brano “La Fenice”, scritto a quattro mani con R.Cocciante, “Premio della Critica giornalistica”. Pubblica l’album “Santandrea” ed è ospite della Rai International alla “European Top Star” di Knokke, in Belgio, dove ha la sua prima esperienza come maestro concertatore oltre che come interprete.
Parte in tournèe con il “Maurizio Costanzo show”, approda poi al Parioli.
La sua “Fenice” è realizzata da Raidue in video ed è sigla iniziale del programma Mixer di Gianni Minoli. Collabora con Lilly Greco e M. Castelnuovo per RCA. Pubblica “Ricordi e sogni del mio vescovo”. Grazie alla frequentazione agli studi: R.a.i, R.c.a. e C.a.m ed agl’incontri ed ai consigli di E. Morricone, L. Werthmuller, alle collaborazione con B. Canfora , B. Birìaco, M. Melato, P. Pravo e G. Ferri si caratterizza nella propria iniziale linea compositiva.

La sua carriera viene bruscamente interrotta dal servizio di leva.
Rodolfo chiede di essere svincolato dai suoi impegni contrattuali con gli editori romani, ottiene una liberatoria che paga a caro prezzo e firma con l’editore Ricordi a Milano.
Svolta con l’uscita di “Aiutatemi amo i delfini”, lavoro fortemente lirico ed intimista realizzato con l’Orchestra da Camera della Romagna, da lui diretto e presentato al Disco per l’Estate di Saint Vincent.
Realizza il primo Video-Clip di “Un’arancia” col regista R. Gligorov.
Gli anni successivi lo vedono supporter di Edoardo Bennato nel "Viva La Mamma Tour", con un itinerario lontano dalle logiche del mercato convenzionale, verso esperienze di contatto diretto e personale con il pubblico. Dopo la partecipazione a rassegne e festival, nonché a varie trasmissioni televisive, le sue prime opere sono pubblicate da Fonit-Cetra e Ricordi editori a Milano.

Rodolfo continua la ricerca personale principalmente nel campo della musica elettronica sia colta che d’uso e prosegue la propria attività di compositore collaborando con l’editore Mazzesi a Ravenna.
L’album “Anni”, raccoglie canzoni realizzate da Santandrea ed è presente al M.i.d.e.m. di Cannès. Partecipa al Buskers’ Festival di Ferrara ed inizia una serie di concerti di ispirazione dantesca in collaborazione col compositore A. Varotti. L’anziano padre maestro francescano, vice-presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna, lo guida e lo accompagna in Firenze Santa Maria de’ Ricci, in Fonte Avellana, in Cantiano, in Bologna, in Assisi ed in tutti quei luoghi consoni al suo faticoso rinnovamento spirituale.

Nel mentre, Santandrea, pare ricominciare da capo, si perfeziona al conservatorio “B. Maderna” di Cesena, istituzione di alta cultura e debutta nel teatro d’opera di tradizione. Partecipa ai lavori del Rigoletto di G. Verdi al Teatro Bonci, assume la direzione artistica del Teatro Fellini ed effettua audizioni per vari ruoli al Comunale di Firenze, all’Arena di Verona, al Comunale di Ferrara, alla Scala di Milano. Inizia una stretta collaborazione con le soprano R. De Ponte, R. Maetake, T. Otsuka, col tenore R. Rodriguez e collabora esclusivamente con musicisti di rigorosa formazione classica.
Del marzo 2000, al Teatro della Concordia, è la sua opera prima “Il Figaro”, seguono “La luce del Drago”, “Metamorfosi”, “Il Fantasma” “Nascimento d’Aurora”, “ Pulcinella e la luna”, la collaborazione con l’Accademia dei Remoti, la produzione di “Amleto, in persona” di Cabiria.

Il senso dell’arte di Rodolfo Santandrea, finalmente, con le interpretazioni mozartiane e rossiniane maturate tra Firenze e Venezia e con la sua Camerata Veneziana, è diventato pura ricerca scientifica che lo porta a concertare fino a Tokyo dal 1999 e successivamente ancora in Francia ed in Giappone nel 2002. Nel 2004 a “Ravenna Festival” come interprete e consulente musicale. Nel 2005 lascia la direzione del Fellini, di cui è artefice primo e fondatore e si dedica esclusivamente alla concertistica.
Il 2006 lo vede interprete di “The Telephone” di Giancarlo Menotti ancora a Tokyo, nell’occasione concerta anche ad Osaka . Nel 2007 dirige “Missing from Osaka”, “L’opera di Pulcinella” e tiene concerti e recite in Nord Italia.
Del 2008 è l’ideazione e l’allestimento de “Il sorriso interiore” in collaborazione con lo scultore giapponese Mokichi Otsuka, la corale Polifonica Malatestiana, la camerata e la fondazione Balestra, nel museo d’arte contemporanea del Castello Malatesta, oltre che la scrittura e l’interpretazione di “Notorius”, il suo primo ruolo drammatico che porta la Scuola al Teatro Fraschini di Pavia.

Rodolfo è “Premio della Critica” al Festival di Sanremo, “Premio della Canzone
d’Autore”, “Premio Antenna d’Argento”, “Faenza Music Awards”, “Premio della Canzone Popolare Molisana”, è stato ospite d’onore al “Premio Internazionale Astor Piazzolla” per la sua interpretazione di “El dia che me quiera” di Carlos Gardèl. Più volte ospite in Rai e Mediaset di Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Maurizio Costanzo oltre che in gran parte delle tv e delle radio libere del centro e del nord Italia.

Rodolfo conta sperimentazioni diverse di teatro e musica, è vissuto nell’esperienza musicale fin dalla fanciullezza e si è trovato a contatto con diversi generi e stili. Avvicinando la sperimentazione si è dedicato anche alla musica concreta, computerizzata, all’uso degli elementi digitali e degli spazi possibili e degli effetti costruttivi di aloni e fasce sonore personalissime. Tale individualità può essere rilevata in ogni sua composizione, interpretazione o azione musicale. Senza schemi prestabiliti, senza ricorso a stilemi e formule usuali si estende sino alla ricerca di una consistenza specifica rivelatrice della sua personalità. Per apprezzarlo al meglio urge ascoltarlo dal vivo, in ogni concerto, dopo quasi trent’anni di carriera,. Rodolfo ha ancora il generoso entusiasmo del principiante assoluto e ci contagia con la semplicità e la disarmante euforia di ogni suo gesto.


pdf scarica la biografia completa in formato PDF

torna in cima